Postato da: unoAcaso - lunedì, 22 giugno 2009 - 19:53
Questo è per ricordare lei, e chi come lei muore ogni giorno per colpa di chi è troppo vigliacco per ficcarsi la canna di un fucile in bocca e premere il grilletto. Questo non è mai stato un mondo libero, e credo che mai lo sarà. Ma arrivare a tanto è inammissibile... non si può morire così...

Non inserirò il video con le immagini perchè sono veramente molto crude, inserisco solo il link e chi ha voglia se lo guarda... è richiesta la maggiore età.

www.youtube.com/watch

Non so voi, ma io sto iniziando ad odiare.

Postato da: unoAcaso - giovedì, 18 giugno 2009 - 13:54

gabriele       scrive (22.59):

*sai, io ho una teoria

         S. scrive (22.59):

*illuminami

     gabriele scrive (23.00):

*le risposte nascono nel momento stesso in cui vengono poste le domande

*venirne a conoscenza è solo questione di fortuna, o sfortuna

         S. scrive (23.02):

*venire a conoscenza della risposta o della riflessione che deriva dalla domanda?

     gabriele scrive (23.02):

*della risposta

*la riflessione è un mezzo

         S. scrive (23.03):

*dipende...bisogna vedere anche da chi arriva la domanda e il contesto

     gabriele       scrive (23.03):

*non conta nulla il contesto, né tanto meno chi pone la domanda

         S.         scrive (23.04):

*certo che contano

*perché chi decide di rispondere sceglie le parole in base al contesto e alla persona

     gabriele       scrive (23.05):

*si ma bada bene, chi risponde appunto sceglie le parole

*ma la scelta è interpretazione, non è verità

*la risposta è verità

         S.         scrive (23.05):

*interpretazione della domanda?

     gabriele       scrive (23.05):

*interpretazione della verità

         S.         scrive (23.07):

*come può la risposta essere verità

*se la verità dici che è mediata dall'interpretazione?

*e prevede una scelta di parole che non è la verità?

     gabriele       scrive (23.07):

*ti spiego subito

         S.         scrive (23.07):

*ok

     gabriele       scrive (23.08):

*se io pongo una domanda a te

*tu mi replicherai con una tua scelta di parole

*e quindi con una tua interpretazione di quella che è la verità corrispondente alla mia domanda

*e quella verità è, appunto, la vera risposta

         S.         scrive (23.09):

*ma ammetterai che a volte le due cose possano corrispondere, altrimenti saremmo tutti bugiardi persi

*e a volte si dicono le cose che si pensano

     gabriele       scrive (23.10):

*chi interpreta non mente, semplicemente interpreta (in buona fede, almeno)

*la cattiva fede è un altro discorso: anche quella è interpretazione, ma con lo scopo di non rispondere

         S.         scrive (23.10):

*e dunque tu a che hai pensato?

     gabriele scrive (23.11):

*ho pensato che tutti hanno le potenzialità per rispondere a tutte le domande possibili e immaginabili, ma spesso mancano gli strumenti per raggiungere la verità ed è per questo che rivolgiamo le nostre domande agli altri: perché pensiamo che abbiano più strumenti a disposizione, o semplicemente quelli giusti

*quindi.. giungere o meno alla verità è solo questione di fortuna, o di probabilità

         S.         scrive (23.13):

*quindi tu mi facevi quella domanda per sapere una verità?

     gabriele scrive (23.13):

*lo scopo di ogni domanda è sapere la verità

     gabriele       scrive (23.14):

*come ti ho detto, venirne a conoscenza è questione di fortuna

*però sai, è interessante anche solo creare una risposta formulando la domanda

         S.         scrive (23.15):

*quindi magari non ti importa niente  della risposta

     gabriele scrive (23.17):

*se è impossibile conoscerla è anche inutile sbatterci contro

*comunque in linea di massima direi che

         S.         scrive (23.17):

*impossibile, esagerato...

*non è detto

  gabriele       scrive (23.17):

*la domanda è il mezzo che usiamo per esprimere la mancanza di qualcosa

         S.         scrive (23.18):

*e cosa ti mancava prima?

     gabriele       scrive (23.18):

*la risposta

 

Un sentito ringraziamento a S. per la partecipazione e l'illuminazione.

Nella categoria : riflessioni
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Postato da: unoAcaso - giovedì, 06 novembre 2008 - 03:49
Notte fonda. Ma dopo una serata come questa non mi va ancora di andare a dormire e quindi mi metto un po' qui, nel mio angolo di nulla, a condividere con voi un altro dei pensieri sparsi e confusi che affollano la mia mente e questo blog...

Esiste un momento esatto in cui si capisce di aver raggiunto il limite? Nel corso della vita ci troviamo spesso di fronte a prove che sembrano insuperabili, ma il più delle volte ci sorprendiamo di noi stessi per l'energia che tiriamo fuori e che ci aiuta a sistemare tutto (in qualche modo). Anche quando ci sembra di fare una scelta da codardi in realtà il nostro istinto di sopravvivenza ci sta suggerendo una soluzione alternativa (non una fuga dal problema), perchè a volte la semplice ostinazione non basta... anzi magari peggiora le cose, si rivela una fatale perdita di tempo.
Ma al di là di questo, esiste un vero limite? C'è un punto oltre il quale oggettivamente non ci si può spingere? Nelle prove della vita così come nei sentimenti (che nella loro semplicità rispetto ai veri drammi umani creano barriere emotive apparentemente insuperabili per chi li vive) cos'è che ci ferma definitivamente?

E soprattutto, onestamente... quanti possono affermare di essere arrivati allo stremo delle forze? Quanti possono dire di aver fatto tutto quanto umanamente possibile?
Perchè a volte invece si getta la spugna troppo presto, senza pensare che c'è ancora un altro round, che c'è ancora qualcosa dentro... un tentativo estremo, qualcosa che non è stato detto, o fatto, o qualcosa che si credeva di non dover dimostrare... Spesso si crede che non vale più la pena di lottare. A volte si preferisce cambiare strada, preferendo magari quella più agevole e apparentemente più comoda. Forse senza intoppi, quasi sicuramente più vuota.
Ma in realtà non ne vale sempre la pena? Voglio dire... anche quando alla fine non si risolve nulla, quanta soddisfazione c'è nel dire "almeno le ho provate tutte..."?
E qualcuno dirà che è davvero triste e disarmante dare il cento per cento quando si ha a che fare con persone che non fanno altrettanto. Ed è vero, lo so bene. Ma io ho scelto di vivere la mia vita dando ogni volta tutto quello che ho dentro, senza curarmi di chi ho di fronte, senza nascondermi dietro maschere o paure inutili, che renderebbero la mia esistenza solo una tra le tante... incolore, e inodore.
Monossido di carbonio.
Nella categoria : riflessioni
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Postato da: unoAcaso - venerdì, 31 ottobre 2008 - 19:38
Volevo provare questo facebook, e ho trovato tutti i miei amici delle scuole MEDIE!
Sarà passata una vita e mezzo...
Nella categoria : vita, persone
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Postato da: unoAcaso - venerdì, 31 ottobre 2008 - 00:12
Sono infuriato per questa storia della riforma universitaria.
Perchè tanto ci lasciano sfogare e se ne fottono.
Perchè tanto alla fine ci adatteremo come sempre.
Perchè tanto chi ha un pozzo di soldi se ne infischia.
Perchè tanto poi... in fin dei conti... l'istruzione sarà di chi potrà permettersela, di chi non si sbatte veramente, di chi ha già tutto, di chi non ha bisogno di usare la propria testa.
Perchè chi è abituato a usare la testa per necessità verrà relegato in università di serie b.
Perchè tanto in realtà a molti va bene così.
Perchè questo paese non deve pensare, non deve riflettere, non deve sapere... deve volare sulle ali dell'ignoranza...

...perchè in fondo, se ci pensiamo, per votare basta saper fare una X.
Nella categoria : vita
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